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Pubblicato il da Vagabondolivia Tacchi Classico Rosso Sg2bHt7
7 Comments

di Wilma Vedruccio

La si può trovare a Est, lasciando la litoranea che da S. Cataldo va verso Otranto, annidata su un costone di calcare. Non una torre ma un faro-torre, il faro di Missipezza che ammicca nella notte sul Canale d’Otranto per segnalare ai naviganti alcune secche antistanti su cui cresce, rigogliosa, la posidonia.

E’ la posidonia ad approdare per prima, ad ogni autunno che ritorna, portata dalle correnti del mare ad ammucchiarsi lì, sulla spiaggetta-porticciolo, ai piedi del faro. Le foglie brune, sminuzzate dal mare, riposano lì, poi non le vedi più, se le riprende il mare.

In direzione Nord si seguono sentieri a strapiombo sul mare, su “scenari mozzafiato” come si usa dire. Bisogna fare attenzione a non lasciarsi distrarre dalla bellezza della costa perché il sentiero può rivelarsi interrotto all’improvviso, inghiottito da una frana provocata dalle piogge o dalle mareggiate.

Ripreso il cammino, un cammino in punta di piedi per non disturbare, si può godere degli odori di stagione: una fioritura di tamerice o di mirto, un mentastro o una santoreggia sollecitati dal proprio calpestio.

E intorno voli, evoluzioni in volo di piccioni di mare, da un nido all’altro, nelle pareti dei faraglioni, cesellate.

Se poi c’è mareggiata, provocata dalla tramontana o dal grecale, il cammino si fa più coinvolgente. Da scalette che fendono la tenera roccia, si può scendere giù al livello del mare e camminare sugli scogli dove approdano le onde.. Estremo e fantastico il percorso, tra un mare mutevole a seconda del vento del giorno, e una roccia color oro che si fa modellare.

C’è il Bastimento, poi il Castello delle Microfate e l’ampia spianata di Acquaduce: qui le acque dolci sotterranee approdano al mare, formando vasche, gallerie, anfratti, dove si può avvertire il gocciolare del tempo e il respiro del mare. Il luogo ideale per la pesca con la canna, per nuotare, per prendere il sole, per meditare.

Se si vuol proseguire si arriva alla punta del Matarico e al costone a sud della baia di Torre dell’Orso con le Due Sorelle.

In direzione Sud da Torre Sant’Andrea, il cammino si fa più intimo, lungo sentieri polverosi d’estate, fangosi poi, dove si possono notare le ossa della terra che affiorano quali carrarecce spontanee e remote.

A lato, cespugli di macchia odorosi in ogni stagione, fioriti all’improvviso anche fuori stagione.

A Est l’orizzonte è solcato da vele e pescherecci, da vecchie petroliere, carghi che rimandano a Conrad e ad avventure letterarie.

Seguono approdi improvvisi, solitari, per varia umanità, e piccole oasi di sabbia sottile. Aldilà del Canale d’Otranto, a volte, capita di vedere il profilo dei monti d’Albania, che sposta più in là l’orizzonte.

Passo dopo passo si arriva a San Giorgio dove ha inizio una catena di dune che porta a Frassanito e poi oltre, verso Alimini. Radici antiche di ginepro trattengono la sabbia di queste dune maestose sopravvissute al logorio ed alla smania dei nostri tempi e alla furia delle mareggiate.

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07:26 02 Agosto 2018
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Capita di dover rivedere i propri schemi mentali. "Stati Uniti contro Russia: è stato sempre così". Sempre proprio no... anzi era esattamente il contrario almeno fino al 1867. La guerra civile americana, 1861-1865, segna l'apice della fiducia reciproca fra i due stati, così lontani tra loro nell'immaginario collettivo.

[Dal messaggio di una delegazione di cittadini americani, tra i quali Mark Twain, ricevuta dallo zar Alessandro II]

… Sappiamo con certezza che l'America è grata e sempre lo sarà alla Russia e al suo Sovrano; perfino l'immaginare da parte nostra che l'America possa volutamente tradire questa amicizia, con un'azione immorale o una politica ingiusta, sarebbe un tradimento…

Nella guerra civile americana la Russia non si schiera con nessuna delle due fazioni, adotta una politica di non ingerenza, dichiarandosi favorevole alla conservazione dell'Unione. Questo è già sufficiente per distinguerla anni luce da Inghilterra e Francia che fremono per un intervento e non certo a fianco del Nord, liberale e antischiavista. Londra e Parigi infatti sono pronti a riconoscere la Confederazione del Sud come un nuovo stato, secondo la vecchia (e sempre attuale) logica del dividi et impera.

Senza voler entrare inun giudizio di merito sulle ragioni del Sud e quelle del Nord, rimane il fatto che gli Stati Uniti come un'unica nazione inquegli anni hanno rischiato di scomparire. E la cartina geopolitica alla quale oggi siamo abituati avrebbe assunto tutt'altri caratteri. La Russia, come abbiamo detto, non si schiera, ma di fatto impedisce alle altre potenze di intervenire.

Ecco perché i russi vengono accolti quasi come dei liberatori:

"God bless the Russians!"— verrà ripetuto e scritto più volte inquei giorni, nella sostanza su tutti i giornali americani, letteralmente sui diari di alcune personalità.

Era il 24 settembre 1863 quando una squadra composta di sei unità navali della Flotta Russa del Baltico comincia ad arrivare nel porto di New York, al comando del contrammiraglio Lesovskij; qualche settimana più tardi sarà il porto di San Francisco ad accogliere altre sei navi della Flotta Russa dell'Estremo Oriente, al comando del contrammiraglio Popov. In tutto più di quattro mila uomini e 300 cannoni.

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» In home » I possibili colori della vita extraterrestre

Nel corso degli ultimi decennil’enorme progresso nel campo della cosmologia ha permesso di “misurare” le dimensioni dell’Universo e di stimare in 100 miliardi circa il numero di galassie al suo interno, ciascuna popolata da 100 miliardi circa di stelle.Per intenderci, questo significa che nell’Universo ci sono circa 10.000.000.000.000.000.000.000 (10000 miliardi di miliardi) stelle.

10.000.000.000.000.000.000.000

Quante di queste possono avere sistemi planetari abitabili e si classificano come “ Habstars “? Unarisposta approssimativa a questa domanda ce la fornisce ilcatalogo di stelle vicine abitabili (Catalogue of Nearby Habitable Stars, noto anche come HabCat) sviluppato da Margaret Turnbull e Jill Tarter, che utilizza i dati del catalogo Hipparcos (che contiene circa 120.000 stelle vicine al Sole) ed elimina quelle che non hanno la possibilità di avere nella loro orbita pianeti abitabili. Alla fine rimangono 17129 “HabStars”, ossia circa una stella su sette.Assumiamo dunque che nell’Universo ci sianocirca 1430 miliardi di miliardi di stelle con sistemi planetari che potrebbero potenzialmente (ma non si sa con quale probabilità) ospitare forme divita. E’ chiaro che con cifre del genere – e con il costante sviluppo tecnologico dei telescopi terrestri e spaziali – la ricerca di pianeti extrasolari sia diventata una delle branche più popolari dell’astrofisica oggi. La speranza è che lo studio delle proprietà di questi pianeti porti alla scoperta di tracce di vita aliena.

Habstars

Ad oggi si conoscono 1901 pianeti extrasolari – in 1199 sistemi planetari diversi – dei quali si cerca di studiare le caratteristichecon strumenti sempre più sensibili, alla ricerca di tracce indirette della vita come ad esempio l’ossigeno molecolare O2.

Un gruppo interdisciplinare di scienziati della Cornell University, del Max Planck Institute for Astronomy e del NASA Ames Research Center ha pubblicato il 16 marzo 2015 negli atti dellaNational Academy of Sciences (PNAS) un catalogo che contiene una estesa lista di segnali luminosicaratteristiciprodotti da forme di vita terrestri (in pratica, segnali che eventuali civiltà extraterrestri potrebbero rilevare osservando la Terra e chiedendosi se ospita la vita!), nella speranza che un analogo possa essere osservato da noi su pianeti extrasolari.Certo osservando la Terra da una stella vicina le tracce della vegetazione sarebbero dominanti. Ma un pianeta dominato da poche forme di vita monocellulare che aspetto avrebbe? Forme di vita che sulla Terra sono quasi invisibili potrebbero lasciare una traccia importantesu altri pianeti.

Questo database (), che gli scienziati di tutto il mondo possono usare liberamente, racchiude le tracce spettrali caratteristiche di una grande varietà di forme di vita, tra cui microbi e batteri che si trovano solo in habitat estremi ed inospitali. Di fatto la Terra è stata abitata per la maggior parte della sua storia proprio da questo tipo di forme di vita, e se esiste la vita su pianeti extrasolari è probabile che si tratti proprio di organismi monocellulari . Queste forme di vita potrebbero dunque essere dominanti, e il catalogo serve proprio a capire come identificare le loro tracce.Il gruppo ha raccolto colture di 137 specie di vita cellulare, e di ognuna ha studiato e identificato le caratteristiche peculiari e la traccia spettrale ( il colore specifico ) nel visibile e nell’infrarosso, di cui fino ad oggi si avevano solo informazioni molto lacunose.

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